I dazi di Trump se applicati dall’Italia farebbero chiudere i negozi importatori di prodotti USA. American Food and Drink di Napoli e Salerno: “Assurdo”

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“America First” e firma i decreti sui dazi. Trump inaugura l’epoca del protezionismo (per la verità, un ritorno al passato) ed il mondo è costretto ad adeguarsi. Per comprendere in che situazione si troveranno, tra qualche giorno coloro che commerciano prodotti italiani negli Usa, abbiamo chiesto ad un importatore e commerciante di prodotti americani in Italia di simulare il contrario, ossia di valutare l’evenienza che i Paesi importatori di prodotti americani potessero imporre dazi del 100% alla dogana. “Certamente un’attività commerciale come la nostra non sarebbe più sostenibile” dice Antonio, del negozio American Food and Drink di via Mercanti a Salerno. “Vendiamo solo prodotti americani che sono già altamente tassati alla dogana. Il nostro sforzo di tenere comunque i prezzi bassi e competitivi è premiato dalla presenza di tanti clienti di Salerno e provincia per i quali siamo diventati punto di riferimento”. Ed in effetti in una mattinata infrasettimanale sono molti i teenagers che entrano e comprano di tutto. Qual è il segreto?  “Semplice: vendiamo ciò che in Italia non c’è. L’azienda seleziona e acquista i prodotti prevalentemente a New York e li importa per smistarli nei due negozi del Vomero a Napoli e di via Mercanti a Salerno”. Un’intuizione che, figlia della globalizzazione dei mercati, fa della sua forza la specificità del marchio di origine geografica della merce offerta. Così come l’azienda ideatrice del marchio Queen Chip’s, anch’essa importatrice di un prodotto estero (patate prodotte in Olanda) che commercializza in Italia attraverso una propria rete di punti vendita; anch’essa napoletana ed anch’essa con un negozio in centro a Salerno. “Questa politica nazionalistica, se applicata al contrario, produrrebbe effetti assurdi per aziende come la nostra”, chiude Antonio mentre impacchetta cibi confezionati dai nomi improbabili ma che i giovanissimi conoscono (e comprano) molto bene. Il negozio è assortito, curato e colorato a stelle e strisce. Lontano però dall’antica, storica, elegante ed artigianale cioccolateria ‘Testa’ che ha sostituito. Per effetto della globalizzazione.

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