Consiglio comunale, irrompe Forza Nuova: “Salerno nel degrado”. Il sindaco: “Fuori dall’aula i nazi-fascisti” 2 VIDEO

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Succede all’improvviso. Tra il pubblico del Consiglio comunale, due di militanti di Forza Nuova lanciano volantini urlandone i contenuti: “Salerno è nel degrado e nell’abbandono, vi prego fare qualcosa” dice a tono alto uno del manifestanti mentre viene portato via dall’aula, a braccia, dai Vigili urbani. “Vergogna!”, gli urla il sindaco. Il ragazzo risponde: “Si vergogni lei…”. A terra restano i volantini che la Polizia municipale prontamente raccoglie. Qualche secondo ed un altro militante urla “vergognatevi”, il sindaco risponde invitando all’identificazione dell’uomo. Ancora adrenalinico, quando tocca a lui prendere la parola, il Primo cittadino dice: “Quello dei nazi-fascisti è stato uno spettacolo indecente. Lo dico ai ragazzi (in aula c’erano gli studenti del liceo da Procida, ndr) che non hanno la memoria storica della tragedia nazi-fascista in Italia e in Europa”.  Cita Anna Frank “la cui icona è stata sfregiata ed umiliata da mascalzoni che non hanno né dignità, né nome. Bisogna insorgere e scacciando i fantasmi del passato ributtandoli laddove stanno. Forza Nuova deve uscire fuori da questa stanza che ha accolto il Governo democratico italiano”. Quindi si appella alla Digos “perché dia un seguito a quanto fatto stamattina qua dentro”. Allarga il discorso parlando di una Salerno “città che dovrà saper coniugare sicurezza, legalità e accoglienza” anche grazie alla formazione “di 140 tutori da parte dello sportello di prossimità: personale che seguirà i giovani immigrati nei loro percorsi”. Nel Salone del Gonfalone un vigile urbano stringe il vessillo nero di Forza Nuova. Sequestrato.  Il volantino, sotto un eloquente “vergognatevi”, denuncia: degrado nei quartiere e nelle frazioni; abbandono totale del lungomare; insicurezza sociale, lavorativa e soprattutto familiare; poca pulizia del mare; allagamenti di strade e fognature inefficienti. Al netto delle ideologie e delle (reciproche) posizioni preconcette, il merito della protesta – vanificata dalle modalità prescelte – è certamente degno di approfondimento.

 

 

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