Critiche alla Chiesa: Comune sta con omosessuali, trans e divorziati – 2 VIDEO

0

Si sfiora l’incidente diplomatico tra Comune e Chiesa a Salerno. Pasquale Petrosino, cattolico, cristiano, ha presentato nella sala-giunta del Municipio l’evento ‘Il Cantico degli Esclusi, organizzato “perché la Chiesa cattolica romana non permette agli omosessuali, ai divorziati ed ai transessuali l’evangelizzazione, la catechesi, la formazione e l’animazione della messa”. Premette la sua condizione di “omosessuale e divorziato” e quindi “di avere la macchia del doppio peccato…”. Spiega: “L’evento, aperto a tutti ma pensato per le categorie escluse, si svolgerà alle 17 di domenica al Centro Sociale di Salerno; ad officiare sarà il presbitero anglicano padre Giovanni La Rosa, appositamente venuto a Salerno da Catania dopo un viaggio durato tutta la notte. L’unico che ci ha messo la faccia”. Chiarisce: “La Chiesa ci accoglie ma non ci rende attivi e partecipi nel percorso di fede. A 31 anni ho svelato la mia omosessualità: da quel giorno le porte della Chiesa mi si sono chiuse dal punto di vista della pastorale della liturgia seppure sia stato sempre accolto con amore: non ho più potuto fare formazione, animazione liturgica dei canti e l’evangelizzazione che, per chi come me ha un percorso teologico alle spalle, è molto importante”. Pasquale Petrosino si sente quindi limitato nel suo servizio alla “madre Chiesa” e, per guidare il momento di preghiera su cui evolverà il Cantico degli Esclusi ha dovuto chiamare un presbitero anglicano dalla lontanissima Catania. “Dalla Chiesa salernitana – svela – mi è stato risposto che, pur sposando la causa, non potevano accettare dal punto di vista del magistero di guidare un momento di preghiera aperto agli omosessuali, ai transessuali, ai divorziati. Ho allora chiesto in prestito una stola ed un camice per il presbitero anglicano ma, anche in questo caso, mi è stato risposto di no. La Chiesa prende le distanze da un momento di preghiera: ecco il livello di chiusura a cui siamo arrivati…”. Il luogo scelto per la celebrazione è, a pagamento, il centro sociale di Pastena: location anonima per una funzione religiosa e, certamente, non consacrata: “Avevamo fatto richiesta per la Chiesa sconsacrata di Santa Sofia (di proprietà del Comune ma gestita dalla Curia, ndr) ma ci è stata negata”. Nonostante tutto il suo è un piglio costruttivo: “Non intendiamo alzare muri nei confronti del Vescovo di Salerno: con lui cerchiamo di avviare un dialogo profondo in un comune percorso di fede”. A metterci la faccia, per la verità, non sono solo il presbitero anglicano Don Giovanni La Rosa e l’organizzatore Pasquale Petrosino ma anche l’Amministrazione comunale che ha ospitato la conferenza stampa di presentazione. In particolare l’assessore alle Politiche Giovanili Mariarita Giordano, gruppo Verdi-MdP Articolo 1 che “da cristiana, credente, cattolica”, critica: “La parola ‘esclusione’ rapportata alla Chiesa non dovrebbe esistere. La Chiesa predica amore, fratellanza, accoglienza; si rifà alla parabola del Figliol Prodigo e non può, a mio avviso, chiudere le porte a chiunque abbia orientamenti sessuali diversi o si sia separato dal coniuge. La storia ci insegna che la Chiesa tante volte ha cambiato direzione: deve iniziare a farlo anche ora. La Chiesa cristiana cattolica deve innovarsi sia nelle idee che nell’amore verso il prossimo oggi troppo chiuso e possessivo. Questa amministrazione sarà vicina ad ogni tipo di manifestazione che propugni l’uguaglianza tra i cittadini”. Nel particolare: “Mi sembra molto strano che per guidare questo momento di preghiera, gli organizzatori del Cantico degli Esclusi abbiamo dovuto far giungere un presbitero anglicano addirittura da Catania. Preferirei che dalla Chiesa cattolica cristiana ci fosse una apertura maggiore nel nome dell’amore e della fratellanza, principi predicati la domenica ma, in realtà, ancora non attuati”.

Condividi.

Lascia un commento