Migranti, 300mila in due anni; via solo il 3.5%. Comandano le Prefetture, la vicinanza della Chiesa – VIDEO

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296.595 è il numero ufficiale di migranti sbarcati in Italia nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2016 ed il 24 novembre 2017. Ad esito della ripartizione tra rifugiati, richiedenti asilo e migranti economici solo 10.433 sono stati ricollocati in altri Paesi europei, il 3.52% appena. La mappa dei porti di sbarco vede 18 scali interessati di cinque regioni (Sicilia, Calabria, Campania, Sardegna, Puglia). I valori sono, però, enormemente diversi: si passa dai 15.200 di Augusta agli 891 di Bari. Catania si attesta a 15.167, Salerno a 5.451, Crotone a 5.260, Cagliari a 3.759, Napoli a 1.503 e così via. Quindi dei migranti sbarcati dal 2016  circa 286mila vive, stabilmente, in Italia e non ha alcuna pratica di ricollocazione in corso. La ripartizione sul territorio italiano è decisa, a seguito di ogni sbarco, dal Viminale a seconda della disponibilità di strutture comunicate dalle Prefetture e inserite nella banca-dati del Ministero. Ricevuto l’elenco con indicazione delle destinazioni regionali, che dovrebbe essere elaborato tenendo conto dell’accordo Anci-Governo statuente la quota di 2.5 migranti ogni 1000 residenti nei Comuni aderenti al Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati-Sprar (8% del totale dei municipi italiani), la Prefettura competente per porto di sbarco organizza i trasferimenti (ma anche le permanenze sul proprio territorio) avvalendosi dei poteri di ‘stazione appaltante’. Quindi convoca, ad esempio, le società di trasporto su gomma contrattualizzate ed i proprietari dei centri di accoglienza o gli enti gestori e le associazioni con cui ha formalizzato, attraverso gare di affidamento, i rapporti. In caso di necessità può ricorrere, attraverso poteri equiparati a quelli straordinari, all’indicazione di strutture e mezzi necessari peri risolvere ogni emergenza che si dovesse prospettare. Una macchina amministrativa che coinvolge migliaia di persone e professionalità, enti, associazioni e spesso la Chiesa che, sul tema-migranti, è molto ‘vicina’ alle Prefetture anche in ottemperanza al messaggio di Papa Francesco (in video il caloroso saluto del Prefetto della provincia di Salerno Salvatore Malfi al Vescovo della Diocesi di Teggiano, monsignor Antonio De Luca: era il 5 novembre, poco prima dell’attracco della nave spagnola Cantabria con centinaia di extracomunitari a bordo). Organizzazione di cui i cittadini prendono cognizione allorquando vedono i pullman carichi di migranti giungere nei loro piccoli – o grandi – centri. La provincia di Salerno non fa eccezione. Nel capoluogo, a Fuorni, esiste un centro di accoglienza. Nel Vallo di Diano altri centri sono  a Montesano sulla Marcellana, località Arena Bianca; Padula, Athena Lucana, Polla (due comunità alloggio), Postiglione, Sassano (due comunità per minori non accompagnati), Caggiano, San Pietro al Tanagro.

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