Il calcio quale formidabile vettore per riammagliare, certosinamente ,139 ‘pezzi’ di territorio in una unica, grande e colorata italica bandiera.
L’intuizione è di Vito Romaniello. Il giornalista sportivo di Varese (Rete 55 e GiocaBet Tv visibili in Piemonte e Lombardia) ha pubblicato ‘Fattore Campo’, libro sulle 139 città che hanno disputato almeno un campionato di serie A e B. Il volume è però solo l’elemento centrale di un format ben più articolato che, al calcio e agli stadi, accomuna le ricchezze storiche, culturali ed i prodotti tipici territoriali.
Il format verrà presentato alle ore 22 di giovedì 20 agosto al Palazzo Vinciprova di Pollica, nell’ambito del festival della Dieta Mediterranea.
Fabrizio Pizzullo, di Sunrise Media, approfondisce così: “’Fattore Campo’ è un format multidisciplinare che unisce narrazione teatrale, valorizzazione del territorio e presentazione editoriale del volume di cui il giornalista Vito Romaniello è autore. Il calcio, in Italia, è una disciplina sportiva ma anche un potente linguaggio antropologico capace di raccontare la storia, l’estetica e l’anima delle nostre città. L’obiettivo di ‘Fattore Campo’ è di riportare il pallone alla sua dimensione più autentica: quella del legame con le radici, l’identità e il senso di comunità”.
Nel merito: “Il format è presentato in una serata-evento strutturata nei seguenti cinque pilastri narrativi.
– Territorio (la radice): il calcio come specchio della terra che lo ospita.
– Stadio (il tempio): il passaggio rituale dalla casa privata alla ‘casa comune’. Il racconto del pellegrinaggio domenicale e della ‘sacralità’ degli spalti.
– Maglia (l’Identità): l’araldica dei colori sociali. La maglia come bandiera, eredità tramandata di padre in figlio, simbolo di resistenza culturale.
– Appartenenza (il ‘noi’): il senso di comunità annulla distanze sociali. Il calcio come linguaggio universale, un intero popolo che dice ‘abbiamo vinto’.
– Gusto (il rito): I sapori del tifo, dal panino fuori dallo stadio alla cena della vittoria. Il cibo come elemento sacro della condivisione sportiva”.
‘Fattore Campo’ quindi si trasforma in un evento culturale che, nascendo dal calcio, lo travalica aggiungendo i contenuti caratterizzanti l’esperienza che coinvolge popoli, città e territori.
“La presentazione del libro – continua Pizzullo – diventa così uno spettacolo raccontato in una ‘telecronaca narrativa’ con ospiti del territorio, arricchito da contributi video. Essa offre al pubblico un’occasione di riflessione sui valori sani dello sport e sul recupero della memoria storica locale”.
Il format, agile nella struttura, prevede il coinvolgimento delle realtà produttive ed enogastronomiche locali.
In sintesi: “Il calcio è il ‘Cavallo di Troia’ per portare la cultura dove di solito non arriva. Spesso i ragazzi che non leggono libri o non vanno a teatro sono i primi a correre allo stadio. Usare il calcio per portarli a sfogliare il libro o a sedersi in una sala comunale è un’operazione di inclusione sociale potentissima. Un’occasione ben strutturata per riscoprire il proprio patrimonio identitario in chiave moderna e coinvolgente, attirando un pubblico trasversale: dagli appassionati di sport ai lettori, dalle famiglie alle nuove generazioni curiose di conoscere le proprie radici”.
E’ su queste solide basi che ‘Fattore Campo’ è diventato un tour. Il cui primo pilastro è il racconto dell’autore. La voce narrante è di Vito Romaniello, giornalista e memoria storica del calcio, capace di trasformare un tabellino in un romanzo. Romaniello guida il pubblico tra gli aneddoti dei grandi campioni e le origini delle realtà locali che hanno fatto la storia delle comunità.
Vengono introdotti concetti quali la ‘cultura dello stare insieme’ (il calcio qui è inteso come rito sociale, lo stesso che si ritrova nelle domeniche in famiglia) che promuove un tifo sano, inclusivo e profondamente legato all’identità territoriale.
‘Il gusto del Made in Italy’ sviluppato in collaborazione con i produttori locali per celebrare i prodotti tipici certificati (DOP, IGP, STG).
‘Il terzo tempo’ quale momento di degustazione guidata per promuovere l’eccellenza enogastronomica.
Il giornalista Vito Romaniello – che nel salernitano vanta uno storico legame con l’avvocato e talent scout Silvestro Amodio – si conferma così pioniere di questo filone narrativo. Già a Expo 2015, con il progetto ‘Italia Foodball Club’, fu il primo a raccontare la storia, la cultura e le tradizioni agroalimentari delle città italiane attraverso, ancora una volta, il codice universale del calcio.
