Napoli, 15 luglio ’82. Le BR trucidano il Vice Questore Ammaturo e il suo autista. Intreccio camorra-terrorismo nella Campania della ricostruzione post-terremoto

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L’omicidio di Antonio Ammaturo resta una delle pagine più oscure dell’intreccio camorra-terrorismo. Probabilmente Antonio Ammaturo, coriaceo dirigente della Squadra Mobile di Napoli, aveva intuito un contatto forte tra camorra e brigate rosse. Relazionò su quei fatti, ma non fece in tempo a proseguire le sue indagini, nel pomeriggio del 15 luglio del 1982 fu trucidato insieme a Pasquale Paola, il poliziotto che aveva al suo fianco.

Appena salito sull’auto davanti alla propria abitazione il Vicequestore Ammaturo, capo della Squadra mobile della Questura,  viene ucciso con il suo autista Pasquale Paola da un gruppo terrorista. Alcuni di loro, rimasti feriti in una sparatoria con la polizia durante la fuga, sono aiutati e curati grazie all’intervento di camorristi della Nuova famiglia.
Laureatosi in Giurisprudenza nel 1951 all’Università  di Napoli, Antonio Ammaturo vince il concorso per funzionario di Polizia nel 1955 e, conoscendo bene il tedesco, viene assegnato alla questura di Bolzano. Successivamente presta servizio nelle Questure di Avellino, Benevento, Potenza e Napoli.
La sua carriera si snoda attraverso la direzione di vari commissariati, tra i quali,  per 8 anni, quello di Giuliano (Na) dove si distingue nella lotta alla camorra e alla delinquenza organizzata.
Nel 1981è nominato dirigente della Squadra mobile di Napoli: sono gli anni di scontri tra clan camorristi e attentati terroristici, come quelli  contro gli assessori regionali campani Pino Amato e Raffaele Delcogliano.
Rivendicato dalle Brigate Rosse – Partito della guerriglia. Il 13 novembre dello stesso 1982, i carabinieri di Torino e Milano arrestano venti terroristi implicati nel sequestro Cirillo e negli omicidi degll’assessore Delcogliano e di Antonio Ammaturo. (fonte: cadutidpolizia.it)

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