VIDEO – Calano postivi e sintomatici, 464 terapie intensive libere, 19mila guariti. Campania verso chiusura

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Covid-19: il bollettino della Unità di Crisi regionale della Campania del 12 novembre 2020, aggiornato alle ore 23.59 dell’11 novembre, descrive numeri e tendenze.

Su 23.840 tamponi effettuati sono risultati 4.065 positivi, ossia il 17% (ieri erano il 17.1%; forbice degli ultimi 19 giorni: 13.7%-21.5%) con 19.775 persone sottoposte a tampone che, quindi, non hanno il virus.  

Dei 4.065 ‘positivi’, 286 sono sintomatici ossia il 7% (ieri erano l’11%), negli ultimi 19 giorni forbice ricompresa tra 3.37% e 15.1%).

Nel rapporto con i tamponi giornalieri effettuati, i 286 positivi sintomatici sono l’1.2% (ieri: 1.9%). Negli ultimi 19 giorni forbice ricompresa tra lo 0.2% e 2.9%.

Considerato il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, nel flusso di informazioni sarebbe opportuno conoscere il tipo di sintomi hanno e quale percentuale di questi 286 pazienti necessita di ricovero nelle terapie intensive e sub intensive.

In termini assoluti sono stati effettuati in Campania 1.196.072 tamponi e riscontrate 99.986 positività, ossia l’8.3% (per un corrispettivo, quindi, del 91.7% di non positivi).

Il totale dei deceduti, riporta il bollettino regionale sale a 927. L’informazione non riporta però alcuni parametri la cui rilevanza è descritta nei rapporti ISS: età, condizioni di salute nel momento in cui il coronavirus Covid-19 si è insediato nell’organismo, tempo di degenza, tipo di terapie.

Totale terapie intensive: occupate 192 (ieri: 181), disponibili 464: la Unità di Crisi regionale fa sapere che “ai 590 posti-letto realizzati pre-emergenza se ne aggiungono altri 66 temporaneamente attivati di Covid Hospital”. Posti letto di degenza: occupato 1.944 (2.077), disponibili 1.216.

Non certamente trascurabile, infine, il dato dei guariti di giornata (ossia persone risultate ‘non positive’ all’ultimo tampone): l’11 novembre sono stati 645 per un totale di 19.000.

La giornata politica è stata caratterizzata dal video messaggio di Luigi Di Maio che, di fatto, annuncia la zona rossa per la Campania e le reazioni. Di Vincenzo De Luca innanzitutto, poi di Valeria Ciarambino (5 Stelle) e di Antonio Iannone (Fratelli d’Italia).

Vincenzo De Luca – Continua lo sciacallaggio contro la Campania. Prosegue una intollerabile campagna contro la sanità della Campania. Si sta diffondendo la notizia che l’Esercito verrà a montare un ospedale da campo nella nostra regione. Nessun ospedale da campo verrà in Campania. L’unica nostra richiesta è da tempo l’invio di medici, e da questo punto di vista le risposte non sono arrivate. Il resto è sciacallaggio.

Valeria Ciarambino – Invece di perdere tempo e sprecare soldi pubblici in esposti e querele, continuando a raccontare che va tutto bene mentre in Campania si muore nei bagni degli ospedali, il presidente della Regione farebbe bene a dire al governo che il sistema sanitario è ormai sull’orlo del baratro, anzi già dentro il baratro, e che c’è bisogno che il governo nazionale intervenga massicciamente in Campania con ogni tipo di aiuto. Visto che non lo fa lui, lo faccio io, a nome del popolo che rappresento. Chiedo inoltre al ministro Speranza di adottare immediatamente misure restrittive per contenere lo tsunami che si sta abbattendo sulla devastata sanità campana, senza aspettare un giorno di più. Esprimo la mia vicinanza e la mia più profonda gratitudine a tutto il personale sanitario che vive in un vero e proprio fronte di guerra: consideratemi al vostro fianco. Io non mi fermerò finché non avrò ottenuto ciò che chiedo ormai da giorni.

Antonio Iannone – Un’umana pena dovrebbe assalire tutti alla vista del video dal Cardarelli. È tempo di mettere da parte le ridicole sbruffonate da sceriffo e i pastelli per colorare le regioni nelle mani di un Governo di daltonici. I Campani stanno pagando un prezzo estremo all’incapacità e all’inerzia di mesi. E’ tempo di smetterla con balletti che stanno sfociando nel macabro sia per ciò che concerne la situazione sanitaria sia per ciò che concerne quella socioeconomica”.

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