VIDEO – San Matteo, il saluto alla ‘sua’ Salerno ed i fuochi d’artificio

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Tradizione e fede: la festa del 21 settembre si conferma evento centrale per la comunità cattolica adepta di San Matteo e, in generale, per tutti i salernitani. E’ stato un tripudio di suoni (delle bande musicali), di colori (delle ‘paranze’), di odori (miscuglio di incenso religioso e aceto dei panini con la milza) e di ritrovato entusiasmo (gol-vittoria della Salernitana proprio mentre il Santo si ‘inchinava’ nella centralissima Portanova).

L’organizzazione ha funzionato. Nulla da eccepire: la riunione tra Curia, Prefettura, Questura, Comune e Portatori ha prodotto il miglior itinerario possibile – considerata l’impossibilità nel percorrere il tratto di Corso interessato dal rifacimento -, i giusti tempi e le opportune modalità di svolgimento dell’evento, in ogni suo aspetto.

Scenografica e caratteristica la corsa delle ‘paranze’ sulle scale monumentali della Cattedrale, solenne, sentita e applaudita l’ultima omelia dell’Arcivescovo Bellandi poco prima dell’entrata in Duomo dei Santi Giuseppe, Gregorio VII, Gaio, Ante, Fortunato e, infine, dell’Apostolo Matteo.

I fuochi d’artificio di mezzanotte, sparati come di consueto dal porto Masuccio Salernitano, hanno chiuso una festa che ha richiamato a Salerno migliaia di persone da tutta la Campania e dalle regioni limitrofe.

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