Roma. Legambiente critica l’accordo per lo stadio: “500mila mc di cemento e niente metro”

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“L’accordo sullo Stadio conferma l’errore nella scelta dell’area, con cubature che servono a mettere in sicurezza idrogeologica l’area e che continuano a mancare per la metropolitana”

Dopo l’accordo tra amministrazione capitolina e As Roma per la costruzione di Business Park e Stadio di Tor di Valle, e in attesa di verificare le specifiche del progetto, Legambiente rimane molto critica sul progetto.

“Il taglio delle torri e la riduzione delle cubature in variante al piano regolatore e’ positiva  – commenta Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente – ma si conferma l’errore dell’area scelta che rimarrà irraggiungibile con la metropolitana, visto che il progetto sembra finanziare solo la riqualificazione della stazione di Tor di Valle ma continueranno a passare i soliti pochi, vecchi treni di una linea che funziona malissimo, e non emerge alcun finanziamento pubblico che preveda il potenziamento della linea. Anche in macchina rimarrà quasi impossibile raggiungere l’area perché l’accordo sembra portare al taglio del ponte di collegamento con l’autostrada. Solo pochi giorni fa è stato bocciato il ponte dei congressi, da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che aveva lo stesso obiettivo di collegamento e a questo punto non si sa quando o se sara’ mai realizzato”

“Il risultato delle trattative sullo stadio è che rimane più di mezzo milione di metri cubi di cemento e spariscono le opere pubbliche – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -Ci rivolgiamo alla giunta Raggi, chiedendo chiarezza su quanto deciso ieri nell’accordo con l’AS Roma, da un lato infatti non emerge alcuna certezza sull’accessibilità su mezzo pubblico così come era previsto dalla delibera di pubblico interesse, dall’altro lato comunque ci troveremmo di fronte alla nascita  di un quartiere da 600mila metri cubi di uffici e strutture commerciali. L’ultimo accordo conferma quanto fosse sbagliata la scelta dell’area, visto che gran parte della cubatura da realizzare viene motivata proprio con la spesa per la messa in sicurezza dell’area dai enormi rischi idrogeologici che la contraddistinguono”.

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